venerdì 9 ottobre 2009

MINZOLINI. Un uomo solo al comando.

MINZOLINI è un leader.
E sa come dirigere la propria squadra.
Nel suo discorso di insediamento al TG1, nel giugno del 2009,
fece una certa impressione
...sento il dovere di INFORMARVI IN MODO OBIETTIVO ED IMPARZIALE, con l'ambizione di ridurre la distanza tra la Realtà Virtuale dei Media a quella della vita reale...
Ma si sa, soltanto MARADONA era in grado di vincere una partita da solo.
Per questo, il direttore MINZOLINI, suderà molte camicie prima di riuscire a trasmettere lo spirito di un' INFORMAZIONE OBIETTIVA ed IMPARZIALE alla propria Redazione...
Che ancora una volta, come ci ricorda in una nota, dà

Dimostrazione che c'è ancora chi , tra quanti chiedono libertà di stampa, è Intollerante verso chi ha un'opinione diversa....

Verrebbe da aggiungere Meno Male....

giovedì 8 ottobre 2009

BERLUSCONI SI INFURIA CON NAPOLITANO. AVEVA FIRMATO. SI ASPETTAVA ANCHE LA SCORZETTA DI LIMONE...


AVEVA FIRMATO.
Cosa c'entra Napolitano con questa legge, domanda Bruno Vespa.
Ed il Cavaliere risponde:
"il Presidente della Repubblica aveva garantito con la sua firma che questa legge sarebbe stata approvata"...
Fate vobis...

Ma cosa aveva firmato il presidente Napolitano?

La Consulta è un manipolo di comunisti, di nipponici naufraghi  rifugiatisi nell'isola della Corte Costituzionale?
O di sovversivi togati antropologicamente dissociati?
11 magistrati sui 15 che compongono il CSM sono veramente di sinistra?
Perchè il presidente Napolitano aveva firmato il lodo ALFANO?
Il capo dello Stato motivò  la sua scelta giudicando di
 ‘un interesse apprezzabile’ la tutela del bene costituito dalla ‘assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche’, rilevando che tale interesse ‘può essere tutelato in armonia con i princìpi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale’.

Verrebbe da credere che, in tutti gli altri STATI DI DIRITTO, esista una legge equivalente a quella ideata dal ministro ALFANO...

Ma non è così.

Nell'estate del 2008, l'Associazione italiana costituzionalisti aveva promosso un APPELLO, firmato da oltre 100 accademici ed esperti di diritto costituzionale. Tra questi anche tre ex presidenti del CSM.

Tanto per incominciare anticipavano gli esiti della Consulta (art 138) laddove, nell'appello, si rammenta la necessità del ricorso a legge costituzionale in luogo di quella ordinaria.
"E' necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale".


Ma poi, si leggeva nell'appello soprattutto che
"date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l'immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre ANALOGA IMMUNITA' NON E' PREVISTA per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell'ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente."


Ora, con il dovuto rispetto al Suo ruolo istituzionale ed alla sua non più giovane età, la domanda da porsi sarebbe:

Presidente GiorgioNapolitano, Lei, quando dice di stare dalla PARTE DELLA COSTITUZIONE a quale "STATO di DIRITTO" si riferisce?

Post Sourcing: Per chi si fosse perso le 5 risposte alle altrettante domande di Beppe Grillo al Presidente della Repubblica...

http://www.beppegrillo.it/2009/10/la_commedia_all/index.html

La CONSULTA annulla il LODO ALFANO. Ma Berlusconi non verrà condannato.

Molti ci speravano.
Altri non ci confidavano lontanamente.
La Consulta ha  bocciato secondo gli art 3 ( principio di uguaglianza) e 138 (la legge emanata non ha margini di costituzionalità, essendo di carattere ordinario) il lodo Alfano.
Ma quali saranno gli sviluppi da attendersi?
Si riaprirà il processo MILLS, domani al via alla Corte d'Appello?
Berlusconi verrà processato per la vicenda ALL IBERIAN e  per la presunta corruzione alla Guardia di Finanza?

L'onorevole Ghedini non ha dubbi. Il Cavaliere verrà, a questo punto, processato ed assolto.

Di Pietro incalza. La sentenza della Consulta non muterà la situazione del Premier. Tra un anno e mezzo scatterà la prescrizione.
L'avvocato di Berlusconi è convinto del contrario ed insiste. Verrà assolto.
Ci scommettiamo una cena, domanda l'ex Magistrato.
Certo.
E rinuncerete alla prescrizione?
MAI conclude Ghedini...

domenica 4 ottobre 2009

Scudo fiscale - pensieri e parole di Massimo D'Alema

MASSIMO D'ALEMA all'indomani del voto alla CAMERA sulla legge per lo SCUDO FISCALE, dichiara
" E' un provvedimento che indubbiamente favorisce un enorme favore per chi HA ESPORTATO ILLEGALMENTE CAPITALI all'estero e per chi HA FRODATO IL FISCO".

Ma dov'era l'onorevole D'ALEMA quando si votava, alla Camera, la PREGIUDIZIALE DI INCOSTITUZIONALITA' della norma sullo SCUDO FISCALE?

NON E' DATO SAPERLO.

Senza dubbio il GRANDE TIMONIERE DEMOCRATICO, assieme ad altri 58 esponenenti del PD (tra questi FRANSCESCHINI E BERSANI) NON ERA A MONTECITORIO....

http://www.beppegrillo.it/2009/09/300_miliardi_di.html#comments

MAI PIU' CONDONI...

Come si concilia la MAGGIORE ETICA NELLA FINANZA GLOBALE, da Tremonti e Berlusconi sbandierata al G8 de L'AQUILA con l'introduzione dello SCUDO FISCALE?

Alla domanda del giornalista, TREMONTI risponde visibilmente adirato : "lo chieda al presidente OBAMA" aggiungendo "questo è un TRUCCO che sta adottando"...
evidentemente, per il Ministro, non c'è differenza tra un GIORNALISTA ed un VISAGISTA....

RESPINTA LA RICHIESTA DI SCARCERAZIONE.






MYANMAR.  SAN SUU KYI RIMANE AI DOMICILIARI. NON POTRA’ CANDIDARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI PRESIDENZIALI. APPELLO DEL CONSIGLIO PER I DIRITTI DELL’UOMO.



Il Consiglio per i Diritti dell’ Uomo di Ginevra, con una risoluzione votata all’unanimità, chiede la "liberazione immediata e senza condizioni" di SAN SUU KYI e di tutti i prigionieri politici.



Intanto però il Tribunale d’Appello di Rangoon ieri ha respinto la richiesta dei suoi legali e la principale esponente dell’opposizione rimane agli arresti domiciliari.



SAN SUU KYI, leader della Lega Nazionale per la Democrazia e Premio Nobel per la Pace, non potrà quindi presentarsi alle prossime elezioni presidenziali.



La condanna, emessa nell’agosto scorso, rimane esecutiva.

Il reato contestatole resta. Ha ospitato uno straniero presso la propria dimora. Non è concesso. E dovrà scontare 18 mesi di arresti domiciliari.



SAN SUU KYI, ormai 64enne, ha già trascorso 13 anni di prigionia.



La sua vita è divenuta un calvario dal momento in cui, nelle ultime elezioni presidenziali del 1990, avendo vinto, non le venne concesso di ricoprire la carica di Presidente del Consiglio. Un golpe militare annullò il voto e prese il potere.

Seguì un’escalation di violenza perpetrata con attenzione chirurgica ai suoi danni.



Nel 2003 si tentò addirittura di eliminarla fisicamente. Mentre era a bordo di un convoglio, circondata dai propri supporters, un gruppo di militari aprì il fuoco. Molte furono le vittime. La leader della Lega Nazionale per la Democrazia riuscì comunque a salvarsi, ma solo grazie alla prontezza di riflessi del suo autista.



Nella giornata di ieri è circolata la notizia di un colloquio ufficiale tra un ministro della giunta militare, portavoce del governo e la stessa San Suu Kyi. La sensazione è che la richiesta proveniente da Ginevra rimarrà inascoltata

venerdì 2 ottobre 2009

GLI SCANDALI SESSUALI TRATTATI DA PORTA A PORTA 1/ 10/ 09

Verrebbe da ridere...
La mignottocrazia, secondo l'espressione profeticamente coniata da Paolo Guzzanti, è una chimera.
Non soltanto non se ne parla molto.
In effetti NON se ne parla proprio...
NON SE NE DEVE PARLARE.
Povero ODIFREDDI .
Censurato da un Vespa in versione Cicero pro domo sua....
da un imbarazzante, oltre che sempre più in difficoltà mediatica, La Russa che bambinescamente, dopo una sfuriata al matematico, si tura le orecchie.
Odifreddi fa solo in tempo a nominare la Gelmini e la Carfagna che.... guardate cosa succede!

giovedì 1 ottobre 2009

NAPOLITANO. IL SONNO DEI GIUSTI CELEBRA IL FUNERALE DELLA DEMOCRAZIA


"Ho dedicato a questo lavoro gli anni migliori della mia vita, dai 25 ai 40, lavorando non meno di dodici ore al giorno, spesso anche di notte, di domenica, le ferie un lusso...."

LUIGI DE MAGISTRIS con una lettera rivolta al Presidente della Repubblica  "soprattutto nella Sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura" LASCIA L'ORDINE GIUDIZIARIO.
Fornendo un'approfondita analisi delle ragioni che lo hanno indotto in questa scelta.

"Signor Presidente questo sistema malato mi ha di fatto stappato di dosso la toga che avevo indossato con amore profondo".

Quando parla di SISTEMA MALATO l'ex magistrato si riferisce a "le mafie che hanno preso ad istituzionalizzarsi. Hanno deciso di penetrare diffusamente nella cosa pubblica, nell'economia, nella finanza."
Le mafie che dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio, dopo la strategia della tensione e e delle bombe, hanno fatto un salto di qualità.

Ed hanno compreso che "si può raggiungere lo stesso risultato con modalità diverse. Al posto della violenza fisica si utilizza quella morale, la violenza della carta da bollo, l'uso illegale del diritto, le campagnie diffamatorie della propaganda di regime".

Fa riferimento, nella propria vicenda personale, alla lezione impartitagli dai poteri forti, a lui come ai magistrati di Salerno.

Denuncia un'attività di "indebito utilizzo di funzioni istituzionali als olo fine di bloccare indagini che avrebbero potuto ricostruire fatti gravissimi commessi in Calabria da politici, imprenditori, magistrati..."
L'elenco sarebbe lungo, al punto da scomodare i poteri forti, il "circuito mediatico istituzionale ai più alti livelli" che si è inventato una guerra tra bande per screditare gli inquirenti salernitani e oscurare le indagini.

PERCHE' ALLORA NON E' STATO VICINO AI SERVITORI DELLO STATO che si sono imbattuti nel CANCRO della nostra DEMOCRAZIA cioè nelle più terribili COLLUSIONI TRA CRIMINALITA' ORGANIZZATA E POTERI DEVIATI?

Perche sostanzialemente Il Capo dello Stato, che esercita anche la funzione di Presidente del CSM, non ha battuto ciglio in tutta questa vicenda?

De Magistris non arriva, in virtù del suo enorme rispetto delle Istutuzioni, a formulare questo inquietante interrogativo.
Si limita a segnalare, con profondo rispetto :

"Signor Presidente, io credo che Lei in questa vicenda abbia sbagliato". 

mercoledì 30 settembre 2009

INFORMAZIONE IMBAVAGLIATA: ARRIVANO I "FATTI"


MENTANA chiede. La GABANELLI risponde.


Cos'è la libertà di informazione?

Il pluralismo nella comunicazione è materiale da esame universitario o esiste davvero?

Conosciamo indicatori empirici che sottendano i concetti, di impalpabile, eterea materia, come quelli esposti?

Mentana, nell'ultima puntata di Annozero chiedeva, ripetutamente, ai singoli giornalisti , di farsi avanti. E denunciare i FATTI concreti .

Ebbene ieri MILENA GABANELLI in una lettera al corriere della sera ha, nel suo modo pacato e puntuale, risposto presente.

Ricordando che spesso

"facciamo grandi battaglie di principio e ignoriamo gli aspetti «pratici»" la presentatrice di REPORT ripercorre le ultime settimane, durante le quali si è fatta largo la possibilità di lasciare il programma senza copertura legale.

"Nell’incertezza sul come sarebbe andata a finire ho cercato un’assicurazione che coprisse le spese legali e l’eventuale danno in caso di soccombenza dovuta a fatti non dolosi. Intanto sul mercato italiano, di fatto, nessun operatore stipula polizze del genere, mentre su quello internazionale questa prassi è più diffusa."

fatte le dovute verifiche, due compagnie assicurative, una americana e l'altra inglese

"si sono dichiarate disponibili ad assicurare l’eventuale danno, MA NON LE SPESE LEGALI. Sembra assurdo, ma il danno è un rischio che si può correre, mentre le spese legali in Italia sono una certezza: le cause possono durare fino a 10 anni e chiunque, impunemente, ti può trascinare in tribunale a prescindere dalla reale esistenza del fatto diffamatorio.



Quattro anni fa mi sono stati chiesti 130 milioni di euro di risarcimento per un fatto inesistente, e la sentenza è ancora di là da venire. Se alle mie spalle invece della Rai ci fosse stata un’emittente più piccola avrebbe dovuto dichiarare lo stato di crisi. Visto che ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina, è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile" .

Sostanzialmente chiunque può bloccare, intentando cause su basi inconsistenti se non addirittura mistificanti, la realizzazione di una trasmissione scomoda.


RICORDATE IL CASO DI RIOT?

IL PROGRAMMA di SABINA GUZZANTI venne prima sospeso poi cancellato dopo appena una puntata, anche e soprattutto a causa di una querela per diffamazione sporta da FEDELE CONFALONIERI.

La trasmissione, da contratto articolata in sei puntate, dopo la prima del 23 novembre 2003, NON ANDO' più in onda.

E la diffamazione?

a tal proposito la PROCURA DI MILANO ha disposto, su richiesta del procuratore aggiunto TURONE, l'ARCHIVIAZIONE del procedimento.
Nella deposizione si legge:

Quelle battute sulla legge Gasparri «scritta da qualcuno molto vicino a Confalonieri», su «Retequattro abusiva», o sul ministro Gasparri («Tutte le volte che si critica la sua legge risponde l’ufficio stampa di Mediaset anziché il suo»), per la Procura di Milano «trovano un riscontro  nei contenuti delle due sentenze della Corte Costituzionale e nella memoria dell’Antitrust», nonché in «fatti, avvenimenti e circostanze» non soltanto «socialmente rilevanti» ma anche «obiettivamente veri nei loro elementi essenziali»

Questo è un FATTO, caro MENTANA.

Quello denunciato dalla GABANNELLI è un altro FATTO.

Verrebbe da dire, con un pò di vergogna, che sono soprattutto FATTI NOSTRI.....

GUINEA. UN MASSACRO.

CONAKRY. E' di ieri la notizia.
Ancora non è stata messa in risalto. Presi come si era dalla querelle Annozero, dalle parole di Brunetta e dallo stadio Franco Sensi.
160 morti ed oltre 1250 feriti. In un sol giorno. In poche ore.
Lo stadio questa volta non è quello che ha tenuto col fiato sospeso e trasognante i tifosi romanisti.
Non è uno stadio all'inglese. Semmai ricorda quello Congolese di Kinshasa, all'epoca della dittatura militare di Mobutu.
In quel caso, sul finire degli anni sessanta, il sanguinario maresciallo-presidente fece fucilare 5 dei suoi ministri accusati di tradimento. Si trattò di una pubblica esecuzione, cui assistettero migliaia di persone.

Anche ieri, in GUINEA, migliaia di persone, accorse allo stadio per una manifestazione, hanno dovuto assistere e  purtroppo anche subire, la repressione militare.
La situazione in GUINEA è agghiacchiante.
Dal 23 dicembre 2008 una giunta militare, comandata da MOUSSA DADDIS CAMARA, ha preso il potere con un colpo di stato.
A seguito della morte di LANSANA CORE', l'anziano presidente namibiano, stando alla Costituzione della GUINEA, si sarebbe dovuto procedere ad supplenza presidenziale ad opera dell'Assemblea nazionale, con il compito di indire le elezioni entro 60 giorni.
Niente di tutto questo si è mai realizzato.
Au contraire CAMARA, in un discorso radiofonico, dichiarava dissolte le istituzioni repubblicane e sospesa la Costituzione.
Al suo posto un regime con un presidente scelto fra i militari  (CAMARA) e un primo ministro civile (il banchiere Kabiné Komara). Questa situazione fu dichiarata transitoria: il Consiglio Nazionale avrebbe cioè governato il paese fino alle nuove elezioni, in vista delle quali Camara escluse di candidarsi alla presidenza.

In questi giorni invece sembra che CAMARA abbia cambiato idea, e stia cullando il proposito di farsi eleggere nel ruolo che, con il colpo di stato a dicembre, si è già assegnato.
E qui comincia la tragedia.
Conclusasi ieri.
In poche ore.
Decine di migliaia di civili.
Una manifestazione non autorizzata, promossa dall'opposizione di SYDIA TOURE' (ieri arrestato) si è addensata nello stadio di CONAKRY, capitale della Guinea.
Chiedevano a CAMARA di NON CANDIDARSI.
Per una Guinea veramente Libera e Democratica
L'esercito li ha fronteggiati. Sparando ad altezza d'uomo.
UN MASSACRO.